Note

Il terremoto in Italia centrale

terremoto italia centrale

Sempre meno buona volontà e sempre più preparazione

Leggevo il giornale sui tragici fatti del terremoto del 24 agosto scorso in Italia centrale. Riflettevo sulle considerazioni precise e puntuali di alcuni volontari addestrati e soccorritori professionali che vi propongo da pag. 9 di Repubblica del 27 agosto 2016

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PROTEZIONE CIVILE

Se arriva qualcuno impreparato e chiede di dare una mano lo rimandiamo a casa, spiega un volontario nel campo di Grisciano. Bisogna essere formati, assicurati e iscritti ad un’associazione convenzionata con noi

Chi ha requisiti necessari, tra cui la buona forma fisica, deve fare richiesta ad una di queste associazioni; i gruppo devono convenzionarsi con noi. Il che implica la capacità di organizzare corsi e garantire il personale specializzato che mobilitiamo in caso di necessità

CROCE ROSSA

Spiega Costantino Camblor responsabile assetto sanitario della CRI a Grisciano: É indispensabile aver fatto un corso di formazione in cui si apprendono tecniche di primo soccorso e di protezione civile, e nozioni di diritto umanitario. Utilizziamo app per il triage rapido, e i social media per comunicare tra noi rapidamente, quando c’é rete. Altrimenti c’é la radio

Raramente, in condizioni di emergenza, accettiamo aiuto da personale specializzato, per esempio gli infermieri, ma appena siamo organizzati stop: le offerte sono continue, ma se non sei formato e preparato anche psicologicamente rischi di essere nocivo per te e per gli altri

SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO

Pino Antonini: Nei primi momenti va bene l’aiuto di tutti, scampati o volontari. A condizione che indossino guanti in lattice, perchè tra i detriti é pieno di chiodi, e sopra altri guanti robusti. Ancora più indispensabile un casco per evitare di ferirsi anche l’un l’altro, scagliando via pietre e legni

E appena arrivano le squadre specializzate il lavoro degli altri va organizzato: il volontario inesperto non sa cosa fare e non riconosce i pericoli, come i muri instabili che crollano alla prima scossa

ALPINI

Il volontariato é cominciato con noi dopo il Vajont, spiega Giovanni Natale, presidente sezione Abruzzo. Oggi abbiamo strutture di eccellenza, come l’ospedale mobile, e 20mila volontari preparati ad usarle

Il problema é la specializzazione, non la buona volontà. Per operare con noi servono un corso, una visita medica annuale, e il dispositivo di protezione individuale. Bisogna sapere come comportarsi con chi ha vissuto un trauma, e agire in modo coordinato

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Tutti interventi che puntualizzano la necessità di formazione e addestramento prima dell’intervento di emergenza. Improvvisazione e buona volontà non servono più, fossero mai serviti. Anzi sono da temere e scoraggiare

E nelle scuole? Abbiamo chiara l’importanza della preparazione e dell’esercitazione oppure confidiamo sempre nella buona volontà di tutti o almeno di qualcuno?

Che ne dici operatore della sicurezza?

About the author

Francesco Cuccuini

Sono un consulente e formatore sulla sicurezza sul lavoro in ambito scuola e abito a Firenze

Con Piani di emergenza per la scuola cerco di #faregiro, di conoscere persone e colleghi nuovi, possibilmente da cui imparare qualcosa

Con Piani di emergenza per la scuola gradisco condividere riflessioni, considerazioni, contenuti qualificati dall'esperienza ventennale acquisita come operatore della sicurezza nella scuola

Prodotti e servizi qualificati per i Datori di Lavoro della scuola, per gli operatori della scuola, per i colleghi operatori della sicurezza nella scuola

Cordiali saluti
Francesco Cuccuini

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